evoluzione

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Attenti allo pterodattilo!

E siamo giunti all’ultima puntata della serie estiva sulle prese di posizione. Parliamo di evoluzione. Faccio una confessione: l’ho lasciata alla fine perché ho aspettato che mi venisse qualche guizzo, un’idea interessante, qualcosa da poter dire. Ma ecco, ora siamo al dunque e non so cosa scrivere, perché quando veniamo a parlare di evoluzionismo mi pare ovviamente ridicolo dover argomentare a sostegno. Temo che non riuscirò ad affrontare quest’ultima mia fatica in maniera seria come ho fatto per le precedenti.
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Il batterio a cui piacque la limonata

Richard Lenski, della Michigan State University, ha condotto uno dei più lunghi esperimenti sul tema dell’evoluzione. Dal 1988 in avanti, nel suo laboratorio sono state nutrite e lasciate nei loro contenitori, generazione dopo generazione, 12 colonie di Escherichia coli (si tratta di un batterio che vive nella parte bassa dell’intestino degli animali a sangue caldo, quindi anche nel nostro). Dopo vent’anni e dopo che 31.500 generazioni di batteri si erano succedute e miliardi di mutazioni erano intervenute, una delle colonie (solo una) ha sviluppato la capacità di nutrirsi anche con acido citrico, che era tra la miscela di nutrienti che venivano loro somministrati e che non viene di norma assorbito da quel batterio.
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Variazioni sul fallo

Diciamoci la verità. La natura evolutiva della sessualità umana non è argomento che attiri le folle a meno che non necessiti di una esplicazione pratica per essere ben compresa. Di solito il massimo dell'attenzione concessa alla questione “sesso e dintorni” contempla la lettura delle rubriche "Cuori in frantumi" e "Come farla/o impazzire a letto" o in casi disperati, un consulto con il nostro amico/a più caro/a per la risoluzione pacifica dell’ultimo casino combinato.
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Questa idea della vita

Nel suo scritto del 1784, Immanuel Kant alla domanda: "Che cos'è l'Illuminismo?" diede una definizione ormai celeberrima: "L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessa è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! (1) Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo".
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Il "buon senso" del disgusto

La scienza che indaga la ragione e l'origine delle parole, l'etimologia, spesso ci aiuta in maniera semplice a capirne il significato. Ad esempio è chiaro a tutti che il disgusto (parola composta da dis- che ha il senso di cattivo, contrario e -gusto) è un'emozione (dal participio passato del verbo latino emovere: trasportar fuori, smuovere, scuotere) legata agli effetti (a volte spiacevoli), che il cibo ma non solo quello, ha su di noi.