Animali in pillole

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L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.
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Pescare all'ombra

L'airone nero africano (Egretta ardesiaca), ha sviluppato un’eccezionale strategia di caccia per catturare piccoli pesci di cui si nutre. Per riuscire a vedere le sue prede dispone le ali in modo tale da creare un cono d'ombra sotto di sé ed eliminare in questo modo il riflesso del sole. Sembra inoltre che con questa tecnica l'airone riesca ad attirare i pesci che solitamente riconoscono le zone d'ombra come posti sicuri in cui rifugiarsi.
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Anche le formiche nel loro piccolo........incollano!

Le formiche tessitrici (Oecophylla sp.) costruiscono il loro nido utilizzando delle foglie che vengono incollate tra di loro. Il lavoro di costruzione è ben organizzato: mentre alcune formiche si occupano di avvicinare i lembi di due foglie, altre si muovono lungo la linea di giunzione per incollare tra loro le due parti. Come materiale incollante utilizzano la seta appiccicosa prodotta dalle loro larve che vengono spremute come una sorta di tubetto di colla.
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Scimmie da urlo

Le scimmie urlatrici del Centro e Sud America delimitano e difendono il loro territorio “urlando a squarciagola”. Grazie alla particolare conformazione della laringe che funziona come cassa di risonanza, sono in grado di produrre suoni potentissimi, simili a dei ruggiti, udibili a diversi chilometri di distanza. Le urla vengono quindi utilizzate come sorta di “barriera sonora” per definire i limiti del loro territorio ed evitare così eventuali scontri diretti con gli avversari
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Ti piace il mio nido?

I maschi degli uccelli tessitori (fam. Ploceidae) costruiscono complessi ed elaborati nidi per attrarre e conquistare le femmine. Come materiale di costruzione utilizzano fili d'erba e strisce di foglie che vengono intrecciate tra loro ed annodate ad un ramoscello. Quando una femmina passa nelle vicinanze il tessitore si appende al nido a testa in giù mostrando i colori vivaci sotto le ali. Se l'esibizione la soddisfa e se il nido è di suo gradimento, la femmina accetta di accoppiarsi, altrimenti vola via alla ricerca di un maschio (ed un nido) migliore.
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Risolto (forse) il mistero dei carabi dorati

A lungo i naturalisti si sono chiesti per quale motivo alcuni coleotteri notturni possedessero splendide colorazioni metalliche. La loro bellezza sembrava non avere senso visto che questi insetti passano le ore del giorno infossati nel terreno e sono attivi solo di notte, quando nessuno può apprezzarne la livrea. Recenti teorie ipotizzano che le loro iridescenze multicolori siano solo la conseguenza della particolare microscultura della loro corazza (esoscheletro), una caratteristica che ha la funzione di renderli idrorepellenti impedendo che si imbrattino di fango.
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Paracadute a 4 zampe

Il petauro dello zucchero (Petaurus breviceps), è un piccolo marsupiale diffuso in Nuova Guinea e in Australia. Per spostarsi velocemente da un albero all'altro si lancia nel vuoto e, grazie una sottile membrana di pelle che unisce le zampe anteriori a quelle posteriori, riesce a planare come una sorta di paracadute, utilizzando la coda come un timone.
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Murate vive

I buceri sono grossi uccelli che vivono nelle foreste asiatiche e africane. Il loro aspetto curioso è dovuto alla presenza sul capo di una protuberanza cornea molto vistosa. Ma l'aspetto bizzarro non è la cosa più strana di questo uccello. Durante il periodo degli amori la femmina, dopo l'accoppiamento, entra nel nido (un buco scavato in un tronco) e, aiutata dal maschio, ne sigilla l'ingresso con fango ed escrementi, lasciando solo una piccola fessura sufficiente per far passare all'esterno il becco. È il maschio che si occuperà di portare il cibo a lei e, quando nasceranno, ai figli. Sembra che questo comportamento si sia evoluto per proteggere i piccoli da eventuali predatori.
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Insoliti impollinatori

L'impollinazione non è territorio esclusivo di api e farfalle, sono diversi gli animali coinvolti nel trasferimento di polline da una pianta all'altra: gechi, lucertole, uccelli, pipistrelli e altri piccoli mammiferi. Anche alcuni lemuri hanno un ruolo attivo nell'impollinazione di talune grandi piante del Madagascar. La famosa palma del viaggiatore (Ravenala madagascariensis), ad esempio, presenta alcuni adattamenti che suggeriscono che si possa essere evoluta specificatamente per essere impollinata da grandi mammiferi: i suoi fiori sono protetti da strutture simili a foglie (brattee) molto resistenti che solo animali come i lemuri sono in grado di aprire e la quantità di nettare prodotta è sufficiente per soddisfare un animale di grandi dimensioni.
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L'importanza dei baffi

Per diversi animali, come ad esempio felini e roditori, i baffi (vibrisse) sono uno strumento tattile fondamentale, utilizzato per acquisire informazioni sull’ambiente e sul cibo anche in assenza di luce. Questa caratteristica si ritrova anche in alcuni mammiferi acquatici, come foche e leoni marini, che grazie ai loro baffi riescono a rilevare la presenza di una preda e le sue dimensioni dalla scia che questa lascia in acqua