Animali in pillole

Casa delle farfalle
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Lo strano caso dell'uccello che non cova

Gli uccelli appartenenti alla famiglia dei Megapodidi hanno adottato una particolare strategia di riproduzione che mostra una somiglianza con quella praticata da alcuni rettili. Invece di incubare le uova con il calore del proprio corpo le depongono in particolari siti di deposizione (spesso coloniali) dove la temperatura rimane costante. Si tratta di buche scavate sotto alla sabbia in zone soleggiate, sotto a cumuli di materiali vegetali in decomposizione e, talvolta, in prossimità di sorgenti termali. Alla schiusa il pulcino, che risulta già completamente piumato e autosufficiente, deve faticosamente guadagnare una via d’uscita dopo di che è completamente abbandonato a sé stesso. In questi uccelli, infatti, non si è osservato alcun tipo di cura parentale se non la difesa del sito d’incubazione da parte dei maschi.
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Innamorarsi di una crisalide

Il maschio della farfalla Sara (Heliconius sara) del Centro e Sud America ha un modo di riprodursi particolare. Cerca la femmina quando è ancora allo stadio di crisalide e, una volta individuata grazie al suo odore, vi si aggrappa in attesa che fuoriesca la farfalla adulta, con la quale si accoppierà. Durante l’accoppiamento, il maschio passa alla femmina una sostanza “antiafrodisiaca” che agisce come deterrente verso altri maschi, aumentando così la probabilità di essere l’unico padre. Nella foto: due maschi aggrappati a una crisalide femmina, in attesa che emerga l’adulto.
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Immortali

Alcune meduse, tra cui le piccole del genere Turritopsis e la più grande Aurelia aurita, sono comunemente indicate come “meduse immortali”. In effetti, biologicamente, è vero: una volta diventate adulte e aver concluso il loro ciclo vitale, ritornano giovani, per così dire, regredendo a polipo. Le meduse passano, come molti invertebrati, attraverso diversi stati. Ma in questo caso tornano anche indietro e ricominciano. Però sono animali piuttosto fragili e muoiono molto facilmente predate o a causa di malattie.
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Micromarsupio

Vengono chiamate “rane cornute” alcuni anfibi presenti in varie parti del mondo e appartenenti a generi e anche a famiglie differenti. La “rana cornuta marsupiale” (Gastrotheca cornuta), in particolare, è una specie minacciata che vive nella regione Atlantica della Costa Rica e in quella Pacifica di Ecuador e Colombia, e ormai si riteneva quasi estinta. In Ecuador è stata avvistata nel 2018, dopo 10 anni in cui era scomparsa dai radar degli studiosi. La femmina di questo piccolo anfibio (7-8 centimetri) trasporta le uova fecondate in una sacca, da cui il nome comune “marsupiale”. I piccoli di questa specie trascorrono lo stadio di girino dentro la madre, per cui, quando il loro sviluppo è completo, fuoriescono come delle piccole rane già formate.
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Sopravvissuto e velenoso

Il toporagno Solenodon paradoxus è un piccolo mammifero insettivoro notturno vive solo nelle isole di Cuba e Hispaniola. È un “fossile vivente” che è rimasto invariato nella sua storia lunga 74 milioni di anni (è comparso ben 10 milioni prima dell’estinzione del Cretaceo, quella dei dinosauri). Nel mondo esistono diversi altri esempi di fossili viventi scoperti nelle isole, ambienti isolati dove molte specie hanno scampato l’estinzione perché mai raggiunte da altre specie competitrici. Il Solenodon è inoltre velenoso. Quello dei mammiferi velenosi è un club molto esclusivo e solo poche specie di pelosi possono vantare tale cattiva fama. Il modo in cui il Solenodon usa il veleno è simile a quello dei serpenti: è prodotto da ghiandole salivali modificate e, scendendo lungo scanalature lungo gli incisivi affilati, viene iniettato nelle prede tramite un morso.
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La cacca quadrata

I vombati sono dei piccoli marsupiali, grassocci e "pucciosi", nativi dell'Australia (come lascia intendere il nome scientifico: Vombatus ursinus tasmaniensus), che hanno la caratteristica di essere la sola specie animale a produrre la "cacca quadrata": le feci dei vombati infatti si presentano come dei piccoli cubi piuttosto squadrati. Innumerevoli e bizzarre teorie sono state formulate per spiegare questo fenomeno, ma di recente si è scoperto che è collegato a una composizione molto particolare dei tessuti delle pareti di alcuni tratti dell'intestino, che hanno differenti gradi di elasticità e in questo modo danno la forma alla cacca (un po' come una trafilatrice per i bucatini).
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Ci risiamo

A circa un anno esatto dall’ultima volta, siamo tornati! Noi ci risiamo, e speriamo che almeno un paio di voi siano rimasti là, fiduciosi, ad aspettarci. Siamo tornati e faremo il possibile per restarci. Ci scusiamo con quelli che ci hanno chiesto che fine avevamo fatto. Ci scusiamo anche con quelli che non ci hanno detto nulla, ma era solo perché sono timidi o non gli piacere scrivere.
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Spazzatura mimetica

Un sistema per passare inosservati è appiccicarsi addosso la spazzatura. Il bruco di farfalla psichide, ad esempio, si costruisce un astuccio di seta al quale si attacca un po’ di tutto: legnetti, foglie, sassolini. La piccola larva, protetta al suo interno, si porta in giro questi rifiuti come fossero una conchiglia, risultando così quasi invisibile o comunque poco appetitosa.
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Gli occhi genitali

Alcune farfalle, come la Papilio xuthus della foto, possiedono dei fotorecettori localizzati nell’area genitale. Si tratta di strutture molto semplici, sensibili alla luce, ma che non sono in grado di percepire forme e dettagli. Sono presenti in entrambi i sessi e sembra che i maschi li utilizzino per posizionare in maniera adeguata le strutture genitali durante l’accoppiamento, mentre le femmine li usano durante la deposizione delle uova.
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Pesci a due teste

Il pesce farfalla (Forcipiger) ha una livrea che lo fa apparire come se avesse la testa nella parte opposta del corpo. La vera testa è invece ben nascosta da una colorazione che si confonde con il fondale. Un predatore che cercasse di aggredirlo frontalmente rimarrebbe deluso nel vedere il pesce fuggire dalla parte opposta.