Storie

Che cos’è l’intelligenza? Ha qualcosa a che fare con l’intuito, il ragionamento, la flessibilità? Con la curiosità, l’immaginazione? La pianificazione e la risoluzione dei problemi? Forse ne esistono diversi tipi, di intelligenza. ("Al di là delle parole", Carl Safina, Adelphi, 2018)

Piccante.....ma non per tutti!

Il peperoncino per non essere mangiato ha evoluto un sistema deterrente che tutti conosciamo: la piccantezza! La sensazione di bruciore che proviamo quando mangiamo questo frutto è data da alcuni composti chimici (alcaloidi), tra cui il più importante è la capsaicina. Non tutti gli animali però reagiscono allo stesso modo a tale composto. Gli uccelli, ad esempio, ne sono immuni poiché non possiedono i recettori su cui agisce questo alcaloide. Questo fa supporre che la capsaicina si sia evoluta proprio per evitare che i peperoncini venissero mangiati dai mammiferi, il cui sistema digestivo danneggerebbe i semi che non sarebbero più in grado di germogliare, mentre tali semi passerebbero inalterati nel tratto digestivo degli uccelli.

Una modesta proposta

Questo è lo scenario: siete appassionati di natura, pensate che sia un imperativo categorico salvare il rinoceronte, pensate che la conferenza dell’IUCN di settembre sia stato l’evento dell’anno, e avete visto il documentario di Di Caprio il giorno che è uscito. Quello che vi voglio dire è che, date queste premesse (avete a cuore l’ambiente e siete più o meno acculturati) è probabile che leggiate ancora libri di carta e ne leggiate più di uno all’anno.

Gracidare come un toro

La rana toro nordamericana (Rana catesbeiana) deve il suo nome al canto simile a quello di un bovino. Lo emette durante la stagione riproduttiva ed è particolarmente potente. Ha la funzione di attirare femmine e riunire i maschi che si affrontano, con scontri e minacce, in un vero e proprio “rodeo” di rane.

Vicini di Casa

Sarà qualche atavica pulsione, ma ai primi freddi sento un forte desiderio di nutrirmi di alimenti oltremodo calorici, ingrottarmi dentro casa e uscire esclusivamente per procacciarmi il cibo al supermercato. So che questa rubrica dovrebbe darvi suggerimenti per escursioni sul territorio o attività da svolgere en plen air ma, in tutta onestà, questa volta non mi sento di proporvi un'uscita al freddo e al gelo, perché, alle volte, senza dover muovere un passo fuori casa c'è chi si sposta per noi...

L’orchidea che inganna i calabroni

In Cina esiste un’orchidea (Dendrobium sinense) che, per farsi impollinare, attira i calabroni con l’inganno. Il fiore produce lo stesso odore emanato dalle api quando sono ferite. Il calabrone, ghiotto di api, segue l’odore nella speranza di trovare qualche facile preda. A questo fine, ispeziona inutilmente l’orchidea e involontariamente ne trasporta il polline.

Deserti verdi

Molte specie di farfalle sono vulnerabili e risentono dei cambiamenti climatici o di alterazioni chimiche dovute alle nostre attività, in particolare l’agricoltura. Ogni farfalla è legata a poche specie di piante selvatiche su cui si sviluppa, la cui scomparsa porta all’inevitabile estinzione. Un campo coltivato, anche se verde e fiorito, rappresenta un vero e proprio deserto biologico su cui farfalle e altri insetti non possono sopravvivere.

Fiori che cambiano colore

Alcuni fiori sono in grado di cambiare colore per attirare differenti categorie di impollinatori. La Quisqualis indica, ad esempio, è una pianta asiatica che produce fiori bianchi molto profumati, adattati ad attirare falene. Le farfalle notturne, non potendo contare sulla colorazione per individuare i fiori, li localizzano soprattutto tramite l’intenso profumo che emanano. Dopo la prima notte, i fiori diventano rossi e meno profumati, per attirare gli impollinatori diurni, in particolare le farfalle.

Migrare per vivere

Mentre scrivo mi trovo nell’aeroporto di Treviso, in attesa del volo per Cagliari. È una tratta che faccio una volta al mese circa, per motivi di lavoro. Mentre cerco ispirazione per questo articolo, il mio “vicino di attesa” sta leggendo un articolo che s’intitola “Eccezionale ondata migratoria nel mediterraneo: 4000 sbarchi in Sicilia”. L’articolo è uno dei 1000 a cui ci siamo assuefatti in questi ultimi tempi. Ma la mia parte razionale mi suggerisce di provare a proporvi un approfondimento sul fenomeno della migrazione … biologica, naturalmente.

Rettili, isole e impollinazioni

Recentemente si è scoperto che gechi e lucertole possono fungere da impollinatori. È un fenomeno che si osserva solo nelle isole, dove questi rettili sono molto numerosi a causa della mancanza di grandi predatori. Questo “sovraffollamento” li ha portati a cercare fonti di cibo alternative, come nettare e polline, perché gli insetti di cui in origine si nutrivano non sono sufficienti.

Foglie gialle giù

É inevitabile non associare all’autunno alcuni clichè: le castagne, le giornate uggiose (non si è mai visto scritto di bambino che non le nomini), la vendemmia, gli stormi di uccelli in migrazione, la nebbia agli irti colli… e tutte le altre immagini regalateci dal buon Giosuè.

Frutta dai tronchi

Alcune piante sviluppano fiori e frutti dal tronco. Non sempre è chiara la funzione di tale fenomeno, detto caulifloria. Spesso gli impollinatori e dispersori di semi di queste specie sono i pipistrelli che sul tronco trovano un migliore appiglio dal quale accedere a fiori e frutti. Un altro vantaggio è la possibilità di produrre frutti molto pesanti che non potrebbero essere sostenuti dai rami, come nel caso del jackfruit (Artocarpus heterophyllus) che può raggiungere i quaranta chili di peso.

L'inganno del Margay

Recenti studi hanno evidenziato la capacità del Margay (Leopardus weidii), di imitare i suoni delle proprie prede per attirarle e cacciarle con più facilità. Questo piccolo felino diffuso in Centro e Sud America, produce dei suoni simili ai vocalizzi emessi dai tamarini, delle piccole scimmie che vivono in gruppi sociali sugli alberi della foresta. In particolare il Margay riproduce il richiamo prodotto dagli individui giovani di tamarino, per attirare l’attenzione degli adulti che si avvicinano incauti ed ignari al loro predatore.