Storie

La civetta, un po' come tutti i rapaci notturni, è un animale molto presente nell'immaginario collettivo, ma alla quale vengono attribuite caratteristiche e comportamenti che niente hanno a che fare con la sue reali peculiarità. Le sue abitudini notturne, il suo richiamo particolare, ma soprattutto la posizione e la dimensione degli occhi, che le danno un'espressione così simile a quella di un bambino miope, hanno fatto si che da sempre la si umanizzasse e le si attribuissero caratteristiche spiccatamente umane.

Polline e profumo

I fiori degli spatifilli producono una gran quantità di polline che richiama le api, in più forniscono sostanze profumate per i maschi di api Euglossa, che gli insetti utilizzano come elisir d’amore per conquistare le femmine.

Volpe da cortile

La scorsa settimana, approfittando delle belle serate ancora luminose che questa stagione ci regala, si chiacchierava fuori casa; i gatti del cortile stavano spaparanzati pancia all’aria, senza ritegno, nel tentativo di rinfrescarsi un po’, e i grilli intonavano faticosamente qualche stridula nota sotto la cappa estiva.

Ho sognato di orsi e di uomini

L’altra notte, prima di dormire, ho letto diversi interventi, più o meno informati e sensati, relativi allo “scontro” avvenuto in Trentino tra un orso e un uomo che frequentava il bosco con il suo cane (la cronaca narra che questi ultimi due abbiano avuto la peggio … per ora).

Il mistero delle strisce

Il mantello delle zebre da sempre ha lasciato perplessi gli scienziati, Darwin compreso. Se osserviamo una zebra non vediamo che un bizzarro cavallo a strisce bianche e nere e non riusciamo ad immaginare a cosa possano servire. Sono state formulate diverse teorie per spiegare come mai si sia evoluta questa particolare colorazione, ma nessuna ipotesi si è rivelata del tutto soddisfacente. Una delle teorie più accreditate è che le strisce servono a tenere lontani parassiti come tafani e mosche tse-tse, anche se non è ancora del tutto chiaro il perché gli insetti evitano le strisce bianche e nere.

Ogni giorno, per caso

Alla fine degli anni 70, George Lucas era reduce dal successo di “Star Wars” e Steven Spielberg da “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (non proprio dei superotto di famiglia, insomma). Ciononostante fecero il giro di ognuno degli studios, e nessuno a Hollywood accettò di produrre “I predatori dell’arca perduta”. Dopo molte insistenze riuscirono a farlo produrre alla Universal. Diventò uno dei più grandi incassi di sempre e vinse 9 Oscar (1).

La casa nello sterco

Durante la stagione secca nello Sri Lanka lo sterco di elefante diventa un ambiente ideale in cui vivere. Recenti studi hanno portato a scoprire un vero e proprio ecosistema negli escrementi di questi possenti animali, da una vasta gamma di piccoli invertebrati fino ad una piccola rana del genere Microhyla. All'interno dello sterco si viene infatti a creare un microclima umido e con temperature più fresche rispetto all'esterno inoltre, la grande quantità di vegetali indigeriti, fornisce un'importante riserva di cibo.