Uomini eccentrici che amarono gli animali

autore Andrea Caboni
data 10 Marzo 2017

Oggi vi vorrei parlare di alcuni uomini eccentrici che ho “incontrato” nella mia vita e che, ognuno a modo suo, hanno lasciato un segno.

Il primo si chiamava Ivan, era russo, ed è diventato famoso perché riusciva a far salivare i cani a comando.

Il secondo si chiamava Nikolaas, olandese di nascita e inglese d’adozione (dopo 2 spiacevoli anni passati in un campo di prigionia tedesco), anche lui diventato famoso per una singolare abitudine: quella di dare da mangiare ai pulli di gabbiano con improbabili marionette dotate di evidenti macchie rosse su becchi artificiali.

Il terzo era un simpatico nonnetto austriaco, di nome Karl, che è serenamente invecchiato su un prato fiorito in cui marcava le api con puntini colorati e poi le seguiva attentamente in tutti i loro spostamenti.

Il quarto – probabilmente il più famoso – si chiamava Konrad, anch’esso austriaco, ed è ricordato specialmente perché aveva la singolare abitudine di fare la mamma oca e di riportare su accurati diari illustrati tutti i comportamenti dei suoi figli addottivi pennuti.

La cosa che però forse molti non sanno è che questi quattro signori avevano almeno una cosa in comune: hanno vinto il Premio Nobel. Ivan Pavlov lo vinse 1904, grazie al noto esperimento del “cane di Pavlov” con cui dimostro l’esistenza dei riflessi condizionati; Nikolaas Tinbergen, Karl von Frisch e Konrad Lorenz, invece, vinsero il premio tutti insieme nel 1973 per aver “inventato” l’etologia, cioè la disciplina che studia il comportamento animale.

Questi grandi scienziati hanno creato i presupposti e definito i primi protocolli per lo studio del comportamento animale così come lo intendiamo oggi. Gli ultimi 3 inoltre sono stati i precursori del pensiero che per studiare gli animali correttamente, bisogna farlo all’interno del loro ambiente naturale. Capirete perciò come gran parte della mia vita sia stato influenzata dalle loro intuizioni, visto che il mio periodo universitario l’ho potuto passare tra i monti ed i boschi, studiando e osservando gli animali più svariati.

C’è anche un altro personaggio che devo aggiungere a questo colorito gruppetto; il suo nome è Danilo Mainardi, è italiano e non ha vinto alcun Nobel, ma ha il grande merito di essere stato la persona che ha portato l’etologia in Italia, con i suoi libri e soprattutto con i suoi interventi a Quark e Superquark dove, parlando di animali e dei loro comportamenti affascinanti, ha tenuto incollati ai teleschermi me insieme a molti altri bambini della mia generazione.

Ho letto tutti i libri di Mainardi, ho studiato nell’Università di Parma, dove lui aveva fondato la scuola etologica più importante d’Italia, ho seguito le lezioni dei sui allievi e respirato la sua storia nei corridoi dell’Università. Alcuni dei sui libri, come il “Dizionario d’Etologia”, sono stati fondamentali per i miei studi e lo sono ancora per la mia attività di divulgatore. Tuttavia non ho mai conosciuto Mainardi di persona, e non lo potrò più fare perché da qualche giorno ha lasciato il nostro mondo. Volevo comunque ringraziarlo per tutte le sue opere e mi piace pensare che adesso sia in un bel prato, sul bordo di un bosco a osservare animali e discutere ironicamente con Karl, Niko, Konrad e Ivan, di animali e di uomini.

A tutti noi rimane solo un senso di vuoto, che possiamo tuttavia colmare, almeno in parte, leggendo i libri che ci hanno lasciato e che sono i testi sacri per chiunque ami gli animali e voglia studiarli nei loro habitat.