Una modesta proposta

autore Stefano Dal Secco
data 25 Novembre 2016
discipline Intersezioni

Questo è lo scenario: siete appassionati di natura, pensate che sia un imperativo categorico salvare il rinoceronte, pensate che la conferenza dell’IUCN di settembre sia stato l’evento dell’anno, e avete visto il documentario di Di Caprio il giorno che è uscito. Quello che vi voglio dire è che, date queste premesse (avete a cuore l’ambiente e siete più o meno acculturati) è probabile che leggiate ancora libri di carta e ne leggiate più di uno all’anno.

Se però per motivi diversi (nel mio caso ad esempio devo strappare coi denti al lavoro le ore di lettura) non potete arrivare in fondo a molti libri e ne dovete scegliere uno solo per il 2017, allora il libro che dovete leggere è l’opera magna di Piketty, Il capitale nel XXI secolo. Non voglio essere un estremista e dire che è il libro che TUTTI dovrebbero leggere (in fondo è un tomo di economia di oltre 1000 pagine, anche se Thomas Piketty scrive bene, ma bene in maniera imbarazzante, per essere un economista). Dico che chiunque abbia voglia di capire dove stiamo andando tutti quanti sul pianeta, e gli animali e le piante insieme con noi, è questo il libro che dovrebbe leggere, se proprio ne deve leggere solo uno.

Quest’anno ho regalato diverse decine di copie di Metà della terra del mio naturalista e divulgatore preferito, Edward O. Wilson. Ma se devo dire che cosa reputo vi sarà più utile per capire cosa sta succedendo e poi scegliere cosa fare nel tempo della vostra vita (quella fetta del vostro tempo che decidete di dedicare al mondo, sempre date le premesse di cui sopra) è il libro di Piketty che dovreste leggere (non ho regalato delle copie di quello perché mi avrebbero mandato a quel paese in molti, ma qui su internet si può osare un po’ di più). Dobbiamo SAPERE di economia se vogliamo FARE delle cose sensate per la vita sulla Terra. E Piketty è il solo economista intelligente in cui mi sono imbattuto fino a oggi. Ergo …

 

E venne il gatto che si mangiò il topo …

I cambiamenti climatici non sono un meccanismo semplice di causa-effetto, sono piuttosto l’effetto di centinaia di cause correlate. Sono il risultato di un numero molto grande di “cascate di conseguenze” (come le “cascate trofiche” di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi) ognuna come la vecchia cantilena (il fuoco bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo …).

Per esempio. Perché si abbatte la foresta in Amazzonia o in Indonesia? Perché serve spazio per l’agricoltura intensiva e la foresta se ne sta là che “non serve a nulla”. Fino a qua vi seguo. Siete imbecilli ma vi seguo. Perché però non ne abbiamo mai abbastanza, di ananas, di caffè, di olio di palma? Perché non riusciamo a non continuare a crescere. Sempre più persone, sempre più merci scambiate, sempre più ricchezza accumulata. Sempre di più, sempre di più.

Ecco. Questa cosa mi ha sempre fatto impazzire. Perché diavolo dobbiamo per forza continuare a crescere? Sempre crescere! Una quantità assurda di esseri umani, una quantità assurda di mucche, una quantità assurda di automobili, eccetera eccetera eccetera. Quale dottore ce l’ha ordinato? Ed è sempre stato così?

 

Indebitati

L’altro giorno ho letto un articolo di Jason Hickel, che insegna antropologia alla London School of Economics, che mi ha aperto alcuni scenari e li voglio condividere.

Attenzione, noi siamo in questa situazione: se l’economia globale non cresce almeno del 3% l’anno, subentra la crisi. Questa percentuale significa un raddoppio dell’economia complessiva ogni 20 anni. E tutto quanto accelera. Lo scambio delle merci, gli umani che possono comperare cose, far mutui con le banche, spostarsi in automobili che consumano combustibili fossili, e via di seguito.

Come dice Attenborough, solo uno sciocco o un economista può pensare a una crescita infinita dentro un sistema finito (qual è il pianeta Terra).

Questo sistema economico-finanziario vuole che consumiamo sempre di più, con la conseguenza che finirà l’acqua potabile, finirà l’ossigeno e tutto quanto sapete già. Di conseguenza, afferma Hickel, semplicemente il nostro sistema economico non è compatibile con la vita sulla Terra. Punto e a capo.

E torno al punto che ho lasciato sopra. Perché perché perché? Perché dobbiamo per forza crescere sempre di più, a una velocità suicida? Non è poi così difficile, ci dice l'economista-ambientalista inglese: è il debito, la ragione ultima per cui non possiamo non crescere. Perché il sistema del debito genera interessi, per cui in un sistema che è interamente basato sul debito, i debiti non possono che crescere sempre, e farlo in maniera esponenziale. Il sistema economico deve per forza crescere almeno alla velocità in cui cresce il debito, per pagare il debito appunto. Viceversa, si innesca la crisi.

Se tu o io abbiamo un debito non è un grosso problema. Cerchiamo di pagarlo come possiamo, ci aiuta un amico, un vecchio genitore, opppure non lo ripaghiamo e finiamo per strada a fare il barbone. Sarà un problema per noi, ma il sistema non fa nemmeno una piega.

Potrebbe magari diventare un problema se TUTTI QUANTI hanno questo problema. Forse. Ma è senza dubbio un problema se tutto il sistema finanziario ha queste stesse carateristiche. E le banche oggi (da diversi decenni in realtà) hanno in effetti questo problema. Si chiama “riserva frazionaria” e il solito economista imbecille di Attenborough non pensa neanche lontanamente che sia un guaio come in effetti è. In parole povere: quando le banche vi prestano del denaro, non posseggono quel denaro (ne posseggono meno del 10%), il resto è finanziato tramite il debito.

(Apriamo una parentesi. Tutto questo nasce dagli Stati Uniti, come al solito. Un tempo c’era la legge Glass-Steagall, voluta da Roosvelt nel 1933, che creava una separazione tra le banche d’affari o d’investimento, cioè quelle che giocano in borsa, alla roulette russa coi dollari, e le banche commerciali, cioè quelle che prestano i soldi a noi. Nel 1999 Bill Clinton ne firmò l’abrogazione, ed allora è iniziata la festa).

Fine divagazione. Quindi la proposta che avanza Hickel è semplicemente (semplice a dirsi, meno a farsi) quella di un nuovo sistema monetario, in cui le banche non siano impigliate nel sistema del debito e possano usare tanto denaro quanto ne hanno a riserva. Non è una proposta particolarmente estremista o dirompente, e se ne parla fin dagli anni 30 del secolo scorso.

Quello che a noi (quelli della premessa) interessa è che forse si tratta del solo modo serio e definitivo per salvare la vita sulla Terra. Ma scommettiamo che a chi prende le decisioni, lassù in alto, non piace per nulla? Anche il resto va bene, intendiamoci, ma è un palliativo.

Beh, io l’ho detto. Poi vedete voi. Ne riparliamo dopo che abbiamo finito tutti di leggere Piketty, così sappiamo un po' di più di che cosa stiamo parlando (io mi sono fermato a metà circa ma conto di riprendere, alla luce di quanto sopra).