Nuove passioni e nuovi amici

autore Stefano Dal Secco
data 23 Dicembre 2016

Due mesi orsono Francesco è stato in Costa Rica con una delegazione dal Parco Natura Viva. Li ha accompagnati a conoscere alcune della meraviglie naturali di questo piccolo grande paese, di cui ormai da alcuni anni siamo informali ambasciatori.

Dopo aver camminato tra le foreste primarie de La Selva, aver navigato lungo i mangrovieti del Golfo Dulce, e poi le foreste secche, i pendii dei vulcani ancora attivi, e aver incontrato nel loro habitat più animali di quanti si riescono a ricordare, il gruppo è sbarcato al Bosque Nuevo, di cui vi ho già ampiamente parlato e dove vorremmo creare una stazione di ricerca, nei prossimi anni.

Con il gruppo c’erano anche alcuni ricercatori di Bologna e Perugia, che conoscevano la Costa Rica per avervi condotto dei programmi di mappatura genetica in collaborazione con l’università di Tucson. È venuto fuori che questa attività di ricerca era stata condotto non lontano dal nord del Guanacaste, dove si trova El Bosque Nuevo, presso il Sanctuario de Lapas Natuwa.

Probabilmente ci sono persone fantastiche in ogni parte del mondo, persino nel paese dove uno abita. Ne sono quasi certo. Tuttavia, qui sto incontrando della gente incredibile, che riesce a fare cose meravigliose e vivere le proprie passioni. L’altro giorno abbiamo conosciuto Rodoldo Orozco, uno di queste.

Nel 1994 Rodolfo, insieme all’amico Mainor, fonda il Sanctuario de Lapas Natuwa (chi non conosce bene l’inglese non si spaventi, nella lingua di Shakespeare e di Obama, la parola “sanctuary” significa “rifugio” e “riparo” oltre che l’ovvio “santuario”). Dalla loro passione per i pappagalli nasceva dunque un centro dedicato al recupero, la riabilitazione e la reintroduzione di due specie, la famosa Ara scarlatta (Ara macao), e la più rara Ara verde (Ara ambiguus).

Nel corso degli anni il santuario dei pappagalli è cresciuto, ed è diventato un centro di recupero per molti e differenti animali che venivano raccolti o sequestrati dal ministero dell’ambiente della Costa Rica. La vasta area del Natuwa ospita oggi, oltre ai moltissimi pappagalli, anche scimmie, giaguari, tapiri e altro ancora. Il centro è aperto alle visite, ma la sua missione rimane il recupero e la salvaguardia.

Dopo avere conosciuto Rodolfo durante il viaggio della delegazione in ottobre, siamo tornati in questi giorni a trovarlo a Natuwa, per discutere con lui di quello che potrebbe essere uno dei primi progetti da realizzare al Bosque Nuevo, vale a dire la reintroduzione nel territorio di Santa Cecilia de Guanacaste dell’Ara verde, che un tempo lo popolava ma che dopo la deforestazione da parecchi anni è scomparsa.

Chi lavora con le proprie passioni, lo sappiamo, attira un maggior numero di furboni e di manigoldi. Arrivati a una certa età, ci incontriamo di tanto in tanto tra noi, per confrontare i personali album di figurine del campionato di “fregature e cantonate”. E con il tempo, prima di colpo e poi piano piano (come Alice) impariamo la raffinata arte dell’equilibrista, in modo da difenderci dalle fregature senza rinunciare alle passioni.

Anche Rodolfo è uno dei nostri, l’ho subito riconosciuto. Al primo incontro, piuttosto restio, faceva la guardia alle sue passioni pur senza tenere chiusa la porta (nei primi minuti addirittura un po’ scontroso). Con l’andar delle ore, il suo volto si faceva più disteso, soprattutto parlando con Ernesto Rodriguez, del Bosque Nuevo, che ci aveva accompagnati, a cui lo univano la lingua e la passione per la natura del proprio paese. Dopo una settimana siamo ripassati a incontrarlo ed evidentemente il tempo era stato sufficiente a includerci tra i buoni, gli amici. Aveva tolto le sentinelle e alzato tutte le serrande, e ha continuato a ripetere che sarebbe stato bellissimo fare delle cose insieme con noi e con il Bosque Nuevo.

L’Ara verde, autoctona dell’America Centrale, è catalogata come specie Endangered (minacciata). Al Bosque Nuevo, negli scorsi anni sono stati piantate 30.000 piante di almendro di montagna (Dipteryx panamensis), un albero il cui frutto rappresenta una parte fondamentale della dieta dell’Ara verde. Negli anni a venire, insieme ad alcune università italiane e statunitensi, contiamo di lavorare insieme al nostro nuovo amico Rodolfo Orozco, per riportare questa specie nella riserva del Bosque Nuevo.