Non è bello ciò che è bello ma...

non è bello ciò che è bello
autore Pierluigi Centore
data 10 Dicembre 2014
discipline Psicologia

E mentre dispero (la sveglia segna le 5.15) che un caffè triplo faccia il suo biochimico effetto, leggo dall’interessante libro di David Eagleman, In incognito … "Nel corso di un recente esperimento a soggetti di sesso maschile è stato chiesto di valutare la bellezza di vari volti femminili attraverso l’osservazione di alcune foto con dimensioni venti centimetri per venticinque. Le donne ritratte in alcuni casi fissavano l’obiettivo, in altri erano voltate di tre quarti. Metà dei visi avevano le pupille dilatate e metà no, ma gli osservatori non ne erano informati. ...

... Gli uomini risultarono costantemente più attratti dalle donne con pupille dilatate. Particolare notevole, non erano assolutamente consci di questa tendenza; si sentivano semplicemente attratti da donne con pupille midriatiche per motivi che non sapevano definire.

Chi sceglieva allora? Nei meccanismi in gran parte inaccessibili del cervello, qualcosa sapeva che in una donna le pupille dilatate sono correlate con l’eccitazione e la disponibilità sessuali. Il loro cervello ne era al corrente, ma gli uomini no, o almeno non esplicitamente.”

In effetti gli uomini (e le donne) non sanno che il concetto di bellezza ed il senso di attrazione rispecchiano canoni che derivano da programmi inscritti nei nostri geni, da milioni di anni di selezione naturale. Ed allora mi è venuto in mente che qualche giorno prima nella mia dieta a zona della lettura, (spizzico un po’ qua, leggiucchio di là), avevo letto una frase ai miei occhi bellissima, che in poche parole riassume quanto sopra riportato: “La bellezza in realtà risiede negli adattamenti di chi guarda”, (David Buss, Psicologia evoluzionistica).

Quale parte di noi si rispecchia nello sguardo di uno scimpanzé e quale nel volto di una Monna Lisa?