L'anno de che?

autore Stefano Dal Secco
data 10 Febbraio 2016
discipline Intersezioni

Il 2016 da poco iniziato, oltre che l’anno del fagiolo (FAO cioè Nazioni Unite) è anche un curioso "International Year of Global Understanding". A decretarlo è l’International Council for Science. E ora chi di voi non ha detto "l'anno de che?" vince il premio della settimana.

International Year of Global Understanding viene tradotto grosso modo con “anno internazionale della comprensione globale”, che non significa sostanzialmente un bel niente (o niente di mediamente sensato). In pratica (ho letto io per voi i documenti, fidatevi) vuol dire invece: facciamo attenzione alle nostre singole azioni quotidiane e ricordiamo che il pianeta si salva un singolo gesto alla volta, perché non sono le grandi decisioni a cambiare la storia, ma miliardi di piccole decisioni; le nostre. La comprensione cui si fa riferimento è perciò relativa all’impatto globale dei nostri gesti quotidiani e dunque quello di cui stiamo parlando è il cambiamento climatico.

Volevo dire che, al di là del nome piuttosto ridicolo come sono talvolta le diciture affibbiate da istituti molto ma molto seri e molto ma molto ufficiali che hanno dimenticato di caricare l'orologio un paio di secoli orsono, si tratta di un'iniziativa assolutamente meritevole, giusta e importante, alla quale tutti dovremmo prestare qualche minuto del nostro tempo: tipo 10 minuti una volta alla settimana (magari la domenica in tarda mattinata, tanto per dire) a pensare a un piccolo gesto utile al pianeta da fare nella settimana seguente. Esempi al volo:

  • non compriamo più cibo di quello che mangeremo e che ci toccherà quindi buttare nella spazzatura
  • a proposito di spazzatura, facciamo attenzione in che bidone buttiamo le cose
  • facciamo la doccia e facciamola breve
  • non lasciamo accesi elettrodomestici, lampadine e quant'altro se non serve.

Trovate lunghe liste di comportamenti virtuosi dove volete, in rete.

Allora, se siete d’accordo con me e credete che Biancaneve non esiste, che il petrolio sta finendo, che il pianeta si sta scaldando e che i tumori non si curano coi beveroni, segnatevelo sul calendario alla parete della cucina e procediamo.

Lasciate un po' di spazio, accidenti!

Pieni e vuoti: in una foresta è difficile vedere un albero

Questo secondo capitolo ha come premessa la constatazione che ogni anno è l’anno di diversi "qualcosa" e quasi ogni giorno è il giorno di qualcosa (nessuno tiene più il conto dei "giorni di" tranne quelli di Radio 3). Non abbiamo tempo neanche per scrivere un post su Facebook, figurati se andiamo a una manifestazione!

Per cui mentre stavo parlando di Obama e del pianeta mi è venuta in mente un’altra cosa, di cui discutono spesso i grafici a pranzo. C'entra come i cavoli a merenda, forse, ma in definitiva questa è una rubrica di intersezioni, no?

Quando sei un grafico e stai facendo una rivista, un libro, un manifesto, dall’altra parte del tavolo ti trovi, una volta su due, dei personaggi improbabili che sobbalzano inorriditi che “questa pagina è quasi completamente vuota”, “non possiamo metterci dentro qualcosina?”.

Ma provate a guardare e a pensare: se non ci lasciate un po' di spazio vuoto intorno, non si vedrà mai quello che vi interessa comunicare! Nel folto di una foresta gli alberi non si vedono! E se proponete una commemorazione al giorno per ogni giorno, è meglio che non ne fate nessuna, che funziona uguale e c'è meno entropia.

La si butta un po' in ridere ma non è una tema da poco, attenzione, perché ci entrano anche delle faccende importanti come il fatto che non siamo più in grado di fare un po' di vuoto nella nostra giornata e intorno a noi, delle pause, delle interruzioni, e dobbiamo riempire ogni piccolo buco di un paio di minuti con 10 stupidaggini da Facebook o un qualunque articolo su Medium.

Signori delle Nazioni Unite e dell’International Council for Science, facciamo un accordo: noi ci segniamo sul calendario una buona azione per il pianeta da fare ogni settimana nel corso del 2016, ma voi in cambio promettete che dal 2017 farete qualche “day of” in meno.