L'allegro statistico

autore Stefano Dal Secco
data 31 Marzo 2017
discipline Intersezioni

Hans Rosling era un signore svedese con gli occhiali, capello biondo scandinavo pettinato con la riga e camicia senza cravatta. Hans Rosling è morto all’inizio di febbraio di quest’anno a 69 anni e mi manca molto.

Quando anni fa, per un periodo della mia vita, sono andato spesso in scandinavia, rimanevo abbastanza stupito quando incontravo persone che mi dicevano di essersi laureate in matematica e biologia (questa ci poteva stare, d’accordo) o economia e filosofia – non intendendo di aver preso due leauree ma di aver frequentato un corso di laurea che trattava, insieme, le due materie. Siccome ho sempre pensato che contaminandoci avanziamo, ne ero affascinato e intimorito, come se fossi un watusso in visita ad Harvard.

Lo svedese Hans Rosling aveva studiato statistica e medicina, poi è stato in Mozambico, in Congo e altri vari posti in Africa, prima di rientrare in patria e diventare “l’uomo che sussurrava ai numeri”, e poi riprendere a viaggiare e non stare mai più fermo.

Il grande pubblico lo ha conosciuto perché per alcuni anni è stato uno degli speaker più conosciuti e riconosciuti ai TED, cioè quelle (quasi tutte) meravigliose piccole conferenze di 10 minuti che nei migliori casi affrontano in maniera trasversale e anomala le cose più interessanti di cui vale la pena parlare e che vale la pena di ascoltare.

Ma di che cosa parlava Rosling ai TED? Oh, parlava della cosa più importante in assoluto di cui si possa parlare: dei problemi della Terra e in particolare degli uomini sulla Terra, del mondo molto sviluppato vs. quello poco sviluppato, di come capire il mondo senza rimanere intrappolati in una visione da anni ’60, di come liberarsi dai pregiudizi per lasciare invece che i dati, i fatti, guidassero le nostre scelte e le nostre visioni. Alcuni titoli chiariscono: “Come non essere ignoranti sul mondo”, “Un nuovo sguardo sulla povertà”, “La crescita della popolazione mondiale, una scatola alla volta”, “La lavatrice magica”, “Le religioni e i bambini”.

Ecco che avete capito (vero?) perché ve ne sto parlando. Perché Hans Rosling pensava che IL PROBLEMA del mondo fosse la popolazione, il numero degli umani intendo dire, e di conseguenza quanti umani, come sono distribuiti geograficamente, quanti figli si fanno e dove, la mortalità infantile. 

E poi Hans Rosling era un uomo buono, sorridente, uno statistico che faceva divertire. Uno che credeva ai fatti (di questi tempi …) e che lottava per far scendere l’indice di natalità e l’indice di ignoranza, su scala globale.

Guardatevi un paio di TED talks di Rosling invece del telegiornale, stasera. Magari fatelo anche per un po’ di sere di fila.

Eccolo qui: https://www.ted.com/playlists/474/the_best_hans_rosling_talks_yo

PS. Mi dispiace di non aver trovato un'immagine di Rosling libera da diritti, da poter usare in copertina, perché aveva proprio una bella faccia. Guardatela nel video qui sotto, intanto.