La Terra gira intorno al Sole
prese di posizione 1: premessa

autore Stefano Dal Secco
data 20 Luglio 2016
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Science Museum di Osaka, Giappone (2014): un gruppo di studenti fanno la fila di fronte al planetario. cowardlion / Shutterstock.com

Poco tempo addietro abbiamo avuto una discussione, all’interno della redazione, su quanto sia utile e sia giusto “schierarsi”. Quello che noi facciamo di mestiere è portare a un pubblico non specializzato alcune situazioni che la natura ci presenta ma anche questioni scottanti sulle quali la scienza oggi ci chiede di prendere tutti una posizione. Ora, questo non significa in nessun caso che dobbiamo dire al pubblico che cosa deve pensare su un determinato fenomeno o cosa scegliere di fronte a questo o quell’argomento complesso, ma “informare dei fatti”, per poter scegliere e prendere posizione in maniera più consapevole.

Com’è ovvio, non esiste una cosa come il “racconto obiettivo”. Ogni raccontare implica sempre almeno di operare una selezione (cosa racconto e cosa no, dal momento che su una foglia o sulla giornata di un coleottero si potrebbero riempire un migliaio di pagine), scegliere un punto di vista (la parte posteriore di una foglia racconta sempre una storia differente e talvolta opposta rispetto a quella anteriore), assumere un “tono di voce” (la stessa frase la posso declinare in maniera ironica o canzonatoria, ecc.).

Quindi, punto primo, non è possibile raccontare le cose in modo piano, obiettivo, senza prendere una posizione. Un comunicatore con un certo senso etico è colui che cerca, per quanto possibile, di fare in modo che le proprie posizioni non occupino troppa parte della scena, non prendano il sopravvento, ma invece lascino spazio al lettore, al pubblico, affinché ognuno faccia il proprio lavoro e prenda la posizione che crede. Non ci deve interessare un pubblico che sia dalla nostra parte, ma ci deve invece interessare più di ogni altra cosa un pubblico informato.

Tuttavia esiste anche un secondo punto: nonostante non si debba prendere posizione, vi sono alcune cose che non possiamo non dare per assodate, che non possiamo non mettere come presupposto a tutti i discorsi a venire, le mostre, i laboratori che presentiamo. Sono punti ovvi e basilari, cose che dal nostro punto di vista sono davvero evidenti e basilari, ma che talvolta oggi, in ragione di un clima di ignoranza che viene abilmente sfruttato da ogni sorta di ciarlatani più o meno assetati di potere, trovano spazio in un terreno reso fertile da internet e social.

Eccoci al punto, allora. Noi di norma non prendiamo posizione, però diamo per assodate alcune cose. Le poniamo come premessa, e su queste di fatto prendiamo posizione, con decisione e con fermezza. Riteniamo che siano l’ABC di ogni comunicazione scientifica, oggi. Ho pensato che magari era il caso di non darle così tanto per scontate, visto l’aria che tira, e dichiararle esplicitamente facendone oggetto di una serie di piccole riflessioni, che ho raccolto sotto il titolo appunto di “Prese di posizione” e che faremo uscire nelle prossime settimane. Le nostre prese di posizione dunque sono

  1. metodo scientifico
  2. evoluzione
  3. cambiamenti climatici
  4. problema demografico
  5. perdita della biodiversità

Poco altro. Roba semplice. Come dire: la Terra gira su se stessa e intorno al Sole. Certo che vi può essere un gruppo di tardo-tolemaici che rivendicano, magari a suon di attentati, la centralità della Terra nel sistema solare, ma è evidente che non per questo si devono costruire i planetari politically correct, con una cupola che mostra il Sole al centro e una seconda con al centro la Terra; e poi ognuno sceglie quella che più gli aggrada.

Noi facciamo planetari con una sola cupola, e dentro la cupola diciamo, tra le altre cose, che: il metodo scientifico funziona ed è un ottimo esercizio per tutti impararlo, per stare al mondo in maniera un po’ migliore e far procedere il cammino della nostra specie; tutte le specie sul pianeta si sono evolute lungo questi milioni di anni grosso modo nella maniera descritta da Darwin; i cambiamenti climatici esistono e stanno portando verso una situazione piuttosto complicata; sul pianeta siamo in troppi, e questo porta ancora più problemi, e forse è la base di tutti gli altri problemi; stanno sparendo specie di animali e di piante ad una velocità anomala, e ciò è dovuto essenzialmente all’azione dell’uomo.