La casa sta andando a fuoco

autore Stefano Dal Secco
data 1 Marzo 2019
discipline Ecologia / Intersezioni
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Shutterstock. Stockholm, Sweden - February 08, 2019: Greta Thunberg climate activist. School strike on Fridays.

"La crisi climatica è già stata risolta. Possediamo già i dati e possediamo già le soluzioni. Tutto quello che dobbiamo fare è svegliarci e cambiare"

Il 15 marzo gli studenti di tutto il mondo si mobilitano in uno sciopero per il clima. Questa fase del risveglio di una nuova coscienza ambientalista nei giovani ha il suo inizio simbolico verso la fine del 2018 con la solitaria presa di posizione di Greta Thunberg, giovane attivista svedese di 15 anni. Greta è probabilmente oggi una delle persone più influenti sul pianeta. Pubblichiamo il TEDtalk che ha tenuto a Stoccolma nel novembre del 2018 e che si può considerare il manifesto del movimento.

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« Quando avevo più o meno otto anni, sentii parlare per la prima volta del cambiamento climatico, o riscaldamento globale. Era stato creato dagli uomini, a quanto pareva, col nostro stile di vita. Mi fu chiesto di spegnere le luci, per risparmiare energia; e di riciclare la carta, per risparmiare risorse. Ricordo di aver pensato quanto fosse strano che gli umani - una specie animale tra le tante possibili - fossero in grado di alterare il clima mondiale. Perché se così fosse, se davvero stesse succedendo, di certo non parleremmo di altro. Non appena accendete la TV, ogni trasmissione parlerebbe di questo. Radio, giornali, servizi televisivi: non dovreste leggere o sentire altro, quasi fosse in corso una guerra mondiale. Ma nessuno ne parlava, mai. Se la combustione di fonti fossili fosse una minaccia esistenziale, come potremmo mantenere lo status quo? Perché non sono state imposte restrizioni? Perché non è stato reso illegale?

Per me, tutto ciò non aveva senso. Era assurdo. E così, all'età di 11 anni, mi ammalai. Caddi in depressione, smisi di parlare e persino di mangiare. In due mesi, persi circa 10 chili. In seguito, mi furono diagnosticate la sindrome di Asperger, l'OCD e il mutismo selettivo. Il che significa che parlo solo quando penso sia necessario, e ora è uno di quei momenti.

Per quelli di noi che ricadono in questo spettro, quasi tutto è bianco o nero. Non siamo molto bravi a mentire, e di norma non desideriamo partecipare a quelle trame sociali a cui il resto di voi sembra appassionarsi tanto.

Sotto molti profili, trovo, siamo noi autistici quelli normali, e che il resto del mondo sia piuttosto bizzarro, specialmente quando di tratta della crisi di sostenibilità, con tutti che parlano del cambio climatico come di una minaccia esistenziale, il problema più importante di tutti, e malgrado ciò vanno avanti come se niente fosse. Non riesco a capacitarmene, perché se le emissioni devono essere fermate, allora le dobbiamo fermare! Per me, questo è bianco o nero. Non ci sono zone grigie, con la sopravvivenza in gioco. O progrediamo, come civiltà, oppure no. Dobbiamo cambiare.

Le nazioni ricche, come la Svezia, devono iniziare a ridurre le emissioni del 15 percento all'anno, almeno. E questo per mantenere il riscaldamento al di sotto dei due gradi. Eppure, come l'IPCC ha recentemente dimostrato, darsi l'obiettivo di 1,5 gradi ridurrebbe significativamente gli impatti climatici. Ma possiamo solo immaginare quanta riduzione richiederebbe. Pensereste che i media, e tutti i nostri leader, non parlerebbero d'altro, ma non ne fanno nemmeno menzione. Né qualcuno ricorda mai la quantità di gas serra già intrappolati nell'ecosistema. Né che l'inquinamento dell'aria nasconde un riscaldamento per cui, quando smetteremo di bruciare fonti fossili, avremo già un riscaldamento aggiuntivo pari, forse, a 0,5 - 1,1 gradi Celsius. Inoltre, è raro che qualcuno parli del fatto che siamo nel mezzo della sesta estinzione di massa, in cui ogni giorno si estinguono fino a 200 specie. E che il tasso di estinzione, oggi, è tra le 1.000 e le 10.000 volte più alto di quello che consideriamo normale. Né qualcuno parla mai di equità e di "giustizia climatica," menzionato a più riprese nell'Accordo di Parigi, che sono assolutamente necessari per il successo globale dell'operazione. Significa che le nazioni ricche devono arrivare a emissioni zero entro sei - dodici anni, partendo dai livelli di oggi. E questo perché le nazioni più povere abbiano il tempo di aumentare i loro standard di vita dotandosi di alcune delle infrastrutture che noi abbiamo già costruito, come le strade, le scuole, gli ospedali, acqua potabile, elettricità e così via. Come possiamo infatti aspettarci, da nazioni come l'India o la Nigeria, un impegno a favore del clima se noi, che abbiamo già tutto, non pensiamo un istante né al clima, né agli impegni presi con l'Accordo di Parigi?

Ma perché non riduciamo le nostre emissioni? Perché, in realtà, continuano ad aumentare? Siamo consapevoli di causare un'estinzione di massa? Siamo malvagi dentro, forse? No, naturalmente no. Le persone continuano a fare ciò che fanno perché la gran maggioranza di loro non ha la minima idea delle vere conseguenze della nostra vita quotidiana. e non capiscono quanto rapido debba essere il cambiamento. Pensiamo tutti di saperlo, e pensiamo che lo sappiano tutti; ma non è così. E come potremmo? Se davvero ci fosse una crisi, e questa crisi fosse causata dalle nostre emissioni, se non altro ne vedreste qualche segno. Non solo città sommerse, decine di migliaia di vittime, e intere nazioni ridotte a cumuli di macerie. E vedreste alcune restrizioni. Invece no. E nessuno ne parla. Nessuna riunione d'emergenza, servizi in tv, edizioni straordinarie. Nessuno agisce davvero come se fossimo in crisi. Persino la maggior parte dei climatologi, e dei politici impegnati nell'ecologia, svolazzano per il mondo, mangiando carne e latticini. Se riuscirò ad arrivare a 100 anni, sarò viva nel 2103. Oggi, quando si discute del futuro, l'orizzonte comune è il 2050. A quell'epoca, se arriverò a 100 anni, non sarò neanche a metà della mia vita.

Cosa succederà, dopo? Ne 2078, celebrerò il mio 75° compleanno. Se avrò figli o nipoti, forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi, gli adulti del 2018. Forse chiederanno perché non avete fatto niente, quando ancora c'era una finestra per agire. Quel che decidiamo di fare - o non fare - condizionerà tutta la mia vita, e le vite dei miei figli e nipoti. Le azioni, o le omissioni, di oggi, non potranno essere corrette in futuro da me e dai miei coetanei. Così, lo scorso agosto, all'inizio dell'anno scolastico, decisi che ne avevo abbastanza. Mi sedetti di fronte al Parlamento Svedese, e proclamai il mio sciopero per il clima. Alcuni dicono che farei meglio ad andare a scuola. Alcuni dicono che dovrei studiare per diventare una scienziata del clima, così da "risolvere la crisi climatica" Ma la crisi climatica è già stata risolta. Conosciamo tutti i fatti e abbiamo pronte tutte le soluzioni. Dobbiamo "solo" darci una mossa e cambiare. E perché dovrei formarmi per un futuro che non ci sarà, quando nessuno sta facendo niente per salvarlo, quel futuro. E a che scopo dovrei andare a scuola, imparando nozioni su nozioni, quando i dati più importanti forniti dalla ricerca avanzata di quello stesso sistema scolastico sembrano non significare nulla per i politici e per la società? Alcuni dicono che la Svezia, in fondo, è una nazione piccola, e che qualunque nostra azione non avrà grande impatto. A mio avviso, invece, se qualche bambino guadagna le prime pagine di tutto il mondo solo assentandosi da scuola per qualche settimana, pensate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo.

Ora sono quasi alla fine del mio intervento, il momento in cui lo speaker, di solito, lancia un messaggio di speranza: pannelli solari, energia eolica, economia circolare e così via. Ma non sarà il mio caso. Ci riempiamo da 30 anni di chiacchere e pensieri positivi. Mi dispiace, ma non funzionano. Se funzionassero, a questo punto le emissioni sarebbero diminuite. E così non è stato. E sì, abbiamo bisogno di una speranza, certamente. Ma più ancora della speranza, ci serve l'azione. Quando inizieremo ad agire, troveremo ovunque motivi per sperare.

Quindi, invece di affidarci alla speranza, dedichiamoci all'azione. A quel punto, e solo a quel punto, avremo ragioni per sperare.

Oggi consumiamo 100 milioni di barili di petrolio al giorno. Non ci sono politiche a imporre che questo cambi. Non ci sono regole che ne impediscano l'estrazione. Quindi non potremo salvare il mondo rispettando le regole, perché sono quelle regole a dover essere cambiate.

Deve cambiare tutto. E il cambiamento deve iniziare oggi.

Grazie. »

 

TedXStockholm, November 2018

 

https://www.facebook.com/gretathunbergsweden/
https://www.facebook.com/groups/ImwithGretaThunberg/

 

Testo inglese originale

 

« When I was about eight years old, I first heard about something called climate change or global warming. Apparently, that was something humans have created by our way of living. I was told to turn off the lights to save energy and to recycle paper to save resources. I remember thinking that it was very strange that humans, who are an animal species among others, could be capable of changing the Earth's climate. Because if we were, and if it was really happening, we wouldn't be talking about anything else. As soon as you'd turn on the TV, everything would be about that. Headlines, radio, newspapers, you would never read or hear about anything else, as if there was a world war going on. But no one ever talked about it. If burning fossil fuels was so bad that it threatened our very existence, how could we just continue like before? Why were there no restrictions? Why wasn't it made illegal?

To me, that did not add up. It was too unreal. So when I was 11, I became ill. I fell into depression, I stopped talking, and I stopped eating. In two months, I lost about 10 kilos of weight. Later on, I was diagnosed with Asperger syndrome, OCD and selective mutism. That basically means I only speak when I think it's necessary - now is one of those moments.

For those of us who are on the spectrum, almost everything is black or white. We aren't very good at lying, and we usually don't enjoy participating in this social game that the rest of you seem so fond of.

I think in many ways that we autistic are the normal ones, and the rest of the people are pretty strange, especially when it comes to the sustainability crisis, where everyone keeps saying climate change is an existential threat and the most important issue of all, and yet they just carry on like before. I don't understand that, because if the emissions have to stop, then we must stop the emissions. To me that is black or white. There are no gray areas when it comes to survival. Either we go on as a civilization or we don't. We have to change.

Rich countries like Sweden need to start reducing emissions by at least 15 percent every year. And that is so that we can stay below a two-degree warming target. Yet, as the IPCC have recently demonstrated, aiming instead for 1.5 degrees Celsius would significantly reduce the climate impacts. But we can only imagine what that means for reducing emissions. You would think the media and every one of our leaders would be talking about nothing else, but they never even mention it. Nor does anyone ever mention the greenhouse gases already locked in the system. Nor that air pollution is hiding a warming so that when we stop burning fossil fuels, we already have an extra level of warming perhaps as high as 0.5 to 1.1 degrees Celsius. Furthermore does hardly anyone speak about the fact that we are in the midst of the sixth mass extinction, with up to 200 species going extinct every single day, that the extinction rate today is between 1,000 and 10,000 times higher than what is seen as normal. Nor does hardly anyone ever speak about the aspect of equity or climate justice, clearly stated everywhere in the Paris Agreement, which is absolutely necessary to make it work on a global scale. That means that rich countries need to get down to zero emissions within 6 to 12 years, with today's emission speed. And that is so that people in poorer countries can have a chance to heighten their standard of living by building some of the infrastructure that we have already built, such as roads, schools, hospitals, clean drinking water, electricity, and so on. Because how can we expect countries like India or Nigeria to care about the climate crisis if we who already have everything don't care even a second about it or our actual commitments to the Paris Agreement?

So, why are we not reducing our emissions? Why are they in fact still increasing? Are we knowingly causing a mass extinction? Are we evil? No, of course not. People keep doing what they do because the vast majority doesn't have a clue about the actual consequences of our everyday life, and they don't know that rapid change is required. We all think we know, and we all think everybody knows, but we don't. Because how could we? If there really was a crisis, and if this crisis was caused by our emissions, you would at least see some signs. Not just flooded cities, tens of thousands of dead people, and whole nations leveled to piles of torn down buildings. You would see some restrictions. But no. And no one talks about it. There are no emergency meetings, no headlines, no breaking news. No one is acting as if we were in a crisis. Even most climate scientists or green politicians keep on flying around the world, eating meat and dairy. If I live to be 100, I will be alive in the year 2103. When you think about the future today, you don't think beyond the year 2050. By then, I will, in the best case, not even have lived half of my life.

What happens next? The year 2078, I will celebrate my 75th birthday. If I have children or grandchildren, maybe they will spend that day with me. Maybe they will ask me about you, the people who were around, back in 2018. Maybe they will ask why you didn't do anything while there still was time to act. What we do or don't do right now will affect my entire life and the lives of my children and grandchildren. What we do or don't do right now, me and my generation can't undo in the future. So when school started in August of this year, I decided that this was enough. I set myself down on the ground outside the Swedish parliament. I school striked for the climate. Some people say that I should be in school instead. Some people say that I should study to become a climate scientist so that I can "solve the climate crisis." But the climate crisis has already been solved. We already have all the facts and solutions. All we have to do is to wake up and change. And why should I be studying for a future that soon will be no more when no one is doing anything whatsoever to save that future? And what is the point of learning facts in the school system when the most important facts given by the finest science of that same school system clearly means nothing to our politicians and our society. Some people say that Sweden is just a small country, and that it doesn't matter what we do, but I think that if a few children can get headlines all over the world just by not coming to school for a few weeks, imagine what we could all do together if you wanted to.

Now we're almost at the end of my talk, and this is where people usually start talking about hope, solar panels, wind power, circular economy, and so on, but I'm not going to do that. We've had 30 years of pep-talking and selling positive ideas. And I'm sorry, but it doesn't work. Because if it would have, the emissions would have gone down by now. They haven't. And yes, we do need hope, of course we do. But the one thing we need more than hope is action. Once we start to act, hope is everywhere.

So instead of looking for hope, look for action. Then, and only then, hope will come.

Today, we use 100 million barrels of oil every single day. There are no politics to change that. There are no rules to keep that oil in the ground. So we can't save the world by playing by the rules, because the rules have to be changed.

Everything needs to change -- and it has to start today.

Thank you. »

 

NOTE

Il testo originale, la traduzione e il video sono di proprietà di "TED Talk" e sono pubblicati senza modifiche, senza fini di lucro, con licenza Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0). (https://bit.ly/2HTLTvB)