Femmine “cattive”, ma per finta

Papilio polytes
autore Francesco Barbieri
data 21 Gennaio 2016
discipline Etologia / Zoologia

Da tempo è noto che alcune specie commestibili per i predatori imitano forme, colorazioni e comportamenti di specie velenose per non essere mangiate, una strategia detta "mimetismo batesiano" (dal naturalista inglese H.W. Bates che per primo la descrisse).

Nelle farfalle spesso sono solo le femmine ad adottare questa strategia, mentre i maschi esibiscono livree che hanno solo un significato sessuale, per attirare il partner o per rivendicare un territorio.

Oltre a esibire i colori vistosi tipici di specie tossiche, queste femmine ne imitano anche il modo di volare, lento e rettilineo, per meglio ingannare i predatori.

La farfalla asiatica Papilio polytes è uno degli esempi meglio conosciuti: i maschi, bianchi e neri, hanno un volo veloce e irregolare che li rende prede difficili da catturare. Le femmine possono nascere di due forme diverse (polimorfismo), una bianca e nera simile ai maschi e una con livrea rossa, bianca e nera (vedi foto) che la rende simile alla specie velenosa Atrophaneura aristolochiae.

Un recente studio ha dimostrato che, come era prevedibile, le due forme della femmina si distinguono oltre che per l'aspetto, anche per il modo di volare: solo quella che imita le Atrophaneura presenta il tipico volo esibizionista delle specie velenose.

 

Kitamura T, Imafuku M, "Behavioural mimicry in flight path of Batesian intraspecific polymorphic butterfly Papilio polytes", Proceedings of the Royal Society B 282(1809): 20150483, 2015 ( http://dx.doi.org/10.1098/rspb.2015.0483 )