Evolversi controcorrente

autore Andrea Caboni
data 7 Ottobre 2016
discipline Ecologia

Nel grande libro della vita esistono grandi passaggi epocali, che hanno permesso ad alcune classi animali di conquistare nuovi habitat e prosperare in assenza di competitori. Pensate a quali vantaggi hanno avuto i primi pesci che furono in grado di uscire dall’acqua, o i primi rettili in grado di volare, o ancora i primi mammiferi in grado di termoregolarsi.

Ma nell’evoluzione talvolta capita che per andare avanti sia necessario fare un passo indietro: in questa prospettiva, animali molto diversi tra di loro come le balena, gli uccelli non volatori, alcuni pipistrelli, hanno in comune di aver fatto quello che a livello evolutivo si potrebbe considerare un passo indietro.

Le balene e i loro parenti prossimi, ad esempio i delfini (ordine: cetacea), sembrano derivare da un progenitore comune appartenente all’ordine degli artiodattili – un ordine tuttora esistente, a cui appartengono oggi animali come gli ungulati. 53 milioni di orsono tutti gli artiodattili erano prevalentemente carnivori e iniziarono a specializzarsi per conquistare ogni angolo delle grandi pianure emerse. Tuttavia i pakicetidi (cosi si chiamano gli artiodattili da cui si originano i cetacei) “decisero” di abbandonare progressivamente le terre emerse e tornare in mare. Grazie a questo “passo indietro” e ad altri 53 milioni di anni di evoluzione, oggi il mammifero più grande del mondo, la balenottera azzurra (Balaenoptera musculus) è un cetaceo, e il suo ordine è presente in tutti i mari e gli oceani della Terra.

Un altro passo indietro pare l’abbiano fatto i pinguini. Questi uccelli, a un certo punto della loro storia evolutiva, hanno abbandonato la via dell’aria per specializzarsi sempre più nei movimenti acquatici. Da un punto di vista evoluzionistico è difficile capire come mai un animale in grado di volare possa rinunciare a farlo. Studi recenti (http://www.pnas.org/content/110/23/9380) evidenziano come la scelta sia stata quasi obbligata, poiché per gli antenati dei pinguini è stato impossibile, in quanto troppo “costoso”, mantenere un’elevata efficienza sia in acqua che in aria. Pertanto oggi i pinguini sono abilissimi nuotatori, ma hanno perso la capacità di volare. Una rinuncia che tuttavia viene ampiamente compensata dagli indubbi vantaggi nella tecnica di foraggiamento.

In questa breve rassegna degli animali che si muovono controcorrente nel grande fiume dell’evoluzione, un posto particolare lo ricoprono sicuramente i pipistrelli dalla coda corta della Nuova Zelanda: questa specie (Mystacina tuberculata), al contrario di tutti gli altri chirotteri noti, cercano il cibo prevalentemente sul terreno, invece che in volo. Per quale ragione un insettivoro, che può nutrirsi in volo, decide di non farlo? Molto semplicemente perché in Nuova Zelanda non ci sono competitori che cacciano gli insetti sulla lettiera del bosco, e pertanto è molto più economico muoversi in maniera ridicola su un terreno ricco di cibo, piuttosto che sfrecciare in cerca di falene e altri insetti volanti.

La morale di queste brevi storie è che nel grande fiume dell’evoluzione, anche chi va controcorrente lo fa seguendo la legge fondamentale: a vincere è il più adatto.