Darwin e la farfalla immaginata

autore Francesco Barbieri
data 12 Febbraio 2016
discipline Biologia / Botanica / Etologia
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By Probably Walter Hood Fitch (1817-1892) del. et lith., this drawing not signed.Description by William Jackson Hooker (1785—1865) [Public domain], via Wikimedia Commons

“Il fiore dell’orchidea Angraecum sesquipedale del Madagascar possiede un nettario (sperone) di straordinaria lunghezza, simile ad una frusta. Pertanto, nel Madagascar, devono esistere farfalle notturne gigantesche, la cui proboscide è adatta a questo fiore e può essere allungata fino a quasi 30 centimetri! Questa mia idea è stata messa in ridicolo.” (Charles Darwin, “I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate dagli insetti”, 1877)

Per celebrare il noto naturalista (oggi è il Darwin Day, nel giorno della sua nascita, nel 1809) racconterò la storia che lo ha reso così speciale per me.

Forse pochi sanno che Darwin è uno dei pochi naturalisti (per quanto io sappia potrebbe essere l'unico) che ha “presunto” l'esistenza di una nuova specie prima che venisse scoperta. 

Esemplare di Xanthopan morgani con spiritromba dispiegata. Natural History Museum (Londra). Di Esculapio - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9856527

Osservando alcuni fiori dell’orchidea Angraecum sesquipedale che gli furono spediti dal Madagascar (vedi l'illustrazione in alto), notò che possedevano un nettario di una lunghezza mai vista: oltre 25 centimetri. Il nettario è la struttura del fiore che contiene il nettare, e per questo Darwin ipotizzò che dovesse esistere una farfalla molto grande in grado di nutrirsi su questa orchidea, quindi con una proboscide estremamente lunga. Al tempo nessuna specie di farfalla conosciuta del Madagascar possedeva tale carattere, tuttavia l’osservazione di Darwin si rivelò corretta: qualche anno dopo la sua morte venne scoperta una falena che si nutre del nettare dell’orchidea, dotata di un’enorme proboscide. L'insetto venne battezzato Xanthopan morganii praedicta (vedi foto) in onore dell’intuizione di Darwin.

La falena in questione appartiene alla famiglia delle sfingi, dette anche "farfalle colibrì" per il volo simile ai noti uccelli sudamericani. La lunga proboscide permette alle sfingi di suggere nettare dai fiori senza dover atterrare, rimanendo sospese in volo come un elicottero per evitare eventuali predatori in agguato. Le sfingi sono diffuse anche in Europa e sono le farfalle più veloci: possono raggiungere i 50 chilometri orari e oltre i 40 battiti d’ala al secondo.