Storie

Alla fine degli anni 70, George Lucas era reduce dal successo di “Star Wars” e Steven Spielberg da “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (non proprio dei superotto di famiglia, insomma). Ciononostante fecero il giro di ognuno degli studios, e nessuno a Hollywood accettò di produrre “I predatori dell’arca perduta”. Dopo molte insistenze riuscirono a farlo produrre alla Universal. Diventò uno dei più grandi incassi di sempre e vinse 9 Oscar (1).

La casa nello sterco

Durante la stagione secca nello Sri Lanka lo sterco di elefante diventa un ambiente ideale in cui vivere. Recenti studi hanno portato a scoprire un vero e proprio ecosistema negli escrementi di questi possenti animali, da una vasta gamma di piccoli invertebrati fino ad una piccola rana del genere Microhyla. All'interno dello sterco si viene infatti a creare un microclima umido e con temperature più fresche rispetto all'esterno inoltre, la grande quantità di vegetali indigeriti, fornisce un'importante riserva di cibo.

Mio fratello, il selvaggio

Qualche giorno fa mentre chiacchieravo con mia sorella mi ha fatto una domana: “Ma il gatto selvatico esiste?”. A pensarci bene non credo che la consapevolezza della presenza reale di questo animale sia così diffusa, molte volte penso possa sovrapporsi all’immagine del gatto randagio o ferino, eppure questo enigmatico animale è reale anche se ben pochi possono dire di averlo visto.

L'orchidea che si finge malata

Alcune orchidee Paphiopedilum (dette anche scarpette di venere) fingono di essere infestate da parassiti: le piccole macchie scure sui petali laterali attirano alcune mosche che, convinte si tratti dei parassiti di cui si nutrono le loro larve, vi depongono vicino le uova. Nel frattempo, l’orchidea avrà attaccato il suo polline appiccicoso sull’insetto.

Prigionieri

Avete presente “A beautiful mind”? Quella del matematico schizofrenico che pensa di essere in mezzo a una cospirazione di spie russe, durante la guerra fredda. La storia è ispirata alla vita di John Nash (che in realtà non immaginava tanto un complotto da guerra fredda, quanto invece di essere l’imperatore dell’Antartide).

Il finto pene della iena

In natura alcuni maschi fingono di essere femmine per eludere le aggressioni da parte di altri maschi territoriali, per accedere più facilmente a fonti di cibo e a femmine con cui accoppiarsi. Nelle iene avviene l'esatto contrario: è la femmina che imita il maschio, non solo nel comportamento territoriale ed aggressivo, ma anche nella conformazione dei genitali esterni. Le femmine sono infatti dotate di un clitoride talmente dilatato e in grado di avere erezioni, da risultare praticamente indistinguibile dal pene del maschio. La funzione di tale pseudo-pene è ancora poco chiara, esistono diverse teorie ma nessuna è ancora in grado di spiegare in maniera definitiva il significato di tale mascolinizzazione.

Chi ha paura degli alieni?

Ma come – vi starete chiedendo – quelli di Farfalle nella Testa non facevano divulgazione scientifica? Adesso anche loro si dedicano alla fantascienza?